Il mare fa bene: l’abbiamo sempre saputo, sentito, vissuto sulla nostra pelle ogni volta che abbiamo rimesso i piedi nudi sulla sabbia, magari dopo qualche mese di lontananza. L’abbiamo letto nei sorrisi al colmo di gioia dei bambini, che subito corrono a schizzarsi nell’acqua. Poi, finalmente, a dare conferma alle nostre sensazioni e al senso comune arriva la scienza.

L’autore si chiama Wallace J. Nichols e il suo libro dal lunghissimo titolo (Blue Mind: The Surprising Science That Shows How Being Near, In, On, or Under Water Can Make You Happier, Healthier, More Connected, and Better at What You Do) raccoglie oltre dieci anni di ricerca scientifica che dimostrano come la vicinanza all’acqua stimoli il nostro cervello al rilascio di dopamina, serotonina e ossitocina, sostanze chimiche che ci fanno essere felici.

“I nostri antenati vennero fuori dall’acqua ed evolsero le loro capacità dal nuotare allo strisciare fino al camminare. – scrive Nichols – I feti umani, nelle prime fasi di sviluppo, hanno ancora strutture simili a fessure branchiali e l’acqua nelle nostre cellule può essere paragonata a quella che si trova nel mare. Questa connessione biologica all’acqua sollecita una risposta immediata nei nostri cervelli. Questo è il motivo per cui, quando vediamo o ascoltiamo l’oceano, sappiamo di essere “nel posto giusto”.

Il nostro legame speciale con l’acqua comincia ancor prima di nascere, il nostro corpo e il nostro cervello sono composti soprattutto da acqua. Secondo gli studi dello scienziato californiano, per calmarci a livello subconscio basta anche solo osservare un paesaggio marittimo, in grado di attivare le parti del nostro cervello associate “a un atteggiamento positivo, alla stabilità emotiva e al recupero di ricordi felici”. Al contrario, la vista di paesaggi cittadini “accende” principalmente le aree collegate allo stress.

Chi vive lungo le coste è più felice e le persone che trascorrono tempo all’aria aperta e s’immergono nella natura dimostrano migliori capacità di attenzione, concentrazione e raggiungono risultati più brillanti, perché sperimentano il modo migliore di ricaricare il proprio cervello, spesso oberato dall’eccesso di tecnologia.

Tra test, sondaggi e indagini scientifiche, Nichols ci insegna che il colore preferito al mondo è il blu e non c’è da stupirsi: “siamo evoluti in un pianeta che è principalmente fatto di sfumature d’acqua e cielo blu, è comprensibile che il nostro cervello sorrida di fronte a questo spettacolo.”

E capiamo così – ancora una volta – perché è tanto speciale una vacanza al Villaggio Le Dune, luogo perfetto per chi vuol prendersi una meritata pausa dal tran-tran cittadino, indossare indumenti freschi e informali, respirare aria buona, passeggiare sulle dune e fermarsi a leggere un libro all’ombra di alberi secolari, stare ore in spiaggia, sdraiarsi al sole e lasciare che lo spirito goda appieno l’incanto del mare cristallino.

 

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